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Ruolo micologo

 

Il D.M. 686/96 ha disciplinato il percorso formativo minimo necessario per il conseguimento dell’attestato di micologo, ha fornito semplici linee guida per il programma didattico e ha determinato le modalità di svolgimento dell’esame finale; in oltre 20 anni ha consentito di sviluppare attività formative in quasi tutte le Regioni italiane e di attribuire la qualifica di Micologo a un numero di soggetti che ormai si avvicina alle 3.000 unità.

Se nei primi anni dopo l’emanazione della normativa, sono stati formati prevalentemente micologi operanti nella Sanità pubblica, oggi a fronte di una necessità formativa modesta degli Ispettorati micologici ASL si verifica un aumento e una notevole diversificazione dei soggetti interessati al percorso formativo e all’ottenimento della qualifica.

I discenti quindi potrebbero essere studenti universitari di varie discipline scientifiche, operatori del settore alimentare, operatori preposti alla vigilanza ambientale e privati cittadini semplicemente appassionati della materia.

Il Micologo, nei diversi ambiti (strutture pubbliche o private) può svolgere le seguenti attività:

 

  • controllo di commestibilità dei funghi spontanei freschi per privati raccoglitori o consumatori;
  • certificazione de i funghi epigei spontanei freschi destinati al commercio;
  • controllo delle partite di funghi epigei spontanei secchi o comunque conservati presso imprese alimentari;
  • consulenza agli USMAF e ad organi di controllo ufficiale per l’identificazione di specie fungine in stato fresco, secco o altrimenti conservato;
  • consulenza a strutture sanitarie, con particolare riferimento a unità ospedaliere di Pronto Soccorso, nei casi di sospetta intossicazione da funghi;
  • verifica delle competenze del personale addetto al commercio al dettaglio in funzione del rilascio dell’idoneità al riconoscimento dei funghi commercializzati;
  • realizzazione di progetti e interventi di educazione micologico-ambientale e di sicurezza alimentare rivolta a operatori del settore alimentare e raccoglitori di funghi ;
  • svolgimento di attività didattiche e divulgative in materia micologica.

Molte delle attività sopra elencate, cui si aggiunge la stessa opera di controllo ufficiale sui funghi in vendita e sulle imprese alimentari che li commercializzano, sono prerogativa dei Micologi che operano presso la Sanità Pubblica, in particolare gli Ispettorati micologici delle ASL.

 

Approfondimento di alcune attività professionali

 

1. Il controllo di commestibilità dei funghi spontanei freschi per privati raccoglitori.

Si tratta del più importante servizio che viene messo gratuitamente a disposizione presso le ASL per prevenire le intossicazioni da funghi. Il percorso formativo per il micologo deve essere centrato su questa funzione, che prevede una notevole capacità operativa nella determinazione di generi e specie, e nella conoscenza delle relative caratteristiche di commestibilità o velenosità. La specificazione presente nel DM 686/96 dell’obbligo di almeno 120 ore di parte pratica si riferisce evidentemente alla necessità di acquisire questa capacità di determinazione, che va ben al di là della conoscenza delle specie più importanti (es. quelle ammesse al commercio), ma deve riguardare (anche tramite una serie di regole generali) la capacità di determinare la commestibilità di tutti i funghi che potenzialmente vengono portati al controllo. In funzione di questo, il progetto didattico del corso di formazione per Micologi di regione Liguria e regione Piemonte, va a potenziare la previsione di ore di parte pratica prevista dal DM 686/96, proponendo 168 ore di parte pratica nella sola materia “micologia ispettiva I”, distribuendole in modo didatticamente efficace fra la prima e la seconda sessione.

2. La certificazione dei funghi epigei spontanei freschi destinati al commercio al dettaglio.

Tale compito, originariamente attribuito ai servizi della Sanità pubblica (Ispettorati micologici) è stato liberalizzato da 6 regioni che hanno la più importante quota di mercato dei funghi freschi: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, e infine Liguria. In queste regioni ora anche i micologi privati possono svolgere la certificazione dei funghi freschi destinati alla vendita, perciò esiste un piccolo aumento della richiesta formativa di micologi interessati a questo settore. L’aumento di ore complessive delle materie “Micologia Ispettiva II” e “Micologia alimentare” è giustificata da questo motivo, oltre che dal fornire una più completa preparazione ai privati che si affacciano verso la libera professione es. per il controllo dei funghi spontanei secchi o conservati presso le imprese alimentari.

 3. La consulenza a strutture ospedaliere nei casi di sospetta intossicazione da funghi.

Funzione delicatissima, che richiede competenze approfondite e capacità di svolgimento di analisi di laboratorio, in particolare al microscopio ottico. Questo ruolo, che alcuni definiscono “di secondo livello”, ai tempi dell’emanazione del D.M. 686/96 era certamente meno “strutturato” di oggi, in quanto negli anni successivi numerose Regioni ne hanno definito le modalità di svolgimento tramite Circolari, Delibere di Giunta o altri atti. Proprio in funzione di questo possibile ruolo del micologo, il progetto formativo del corso per Micologi di regione Liguria e regione Piemonte ha potenziato la parte di microscopia, istituendo anche un esame in itinere al fine di verificare le capacità raggiunte dai partecipanti nell’utilizzo di base del microscopio ottico.


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